Laura Mateare: l’arte come medicina
Per Laura, medico e artista, l’arte è respiro e medicina: cura il burnout, apre empatia, accende la vita. Tornare a creare è tornare a sé, tra luce e ombra, tra…
Nicola Bertellotti: Amore Senza Fine
Non ha scelto la fotografia: un soggetto immobile gli si è piazzato davanti, un sussurro tra le mani. Da allora osserva crepe, silenzi, muri che cadono e il tempo che…
Gaia Lionello: Underground
E se gli alberi neri potessero parlare, probabilmente non direbbero nulla di eroico. Direbbero solo: Non abbiamo bisogno di essere salvati. Abbiamo bisogno di essere guardati fino in fondo.
Verdiana Bove: la felice nostalgia delle cose che restano
La sua pittura cerca una nostalgia felice: una memoria che illumina invece di trattenere, che riscalda invece di stringere. Di fronte alle sue opere affiora spesso una strana familiarità, come…
Filippo Venturi: l’orologio rotto del Bianconiglio
Si dice che Filippo Venturi abbia attraversato una frontiera che non figura su alcuna mappa. Non una linea, ma un’oscillazione: il tremolio che precede un ricordo o il margine in…
Letizia Zuffi: l’arte di amarsi
L’arte di amarsi, Letizia l’aveva imparata tardi, e con fatica. Prima di donarla alle altre donne, l’aveva ricucita dentro di sé, punto dopo punto, come un vestito fatto a mano.…
Euridice e Orfeo: l’Inferno che ci appartiene
Si dice che ognuno debba scendere almeno una volta nel proprio Inferno. Non per abitarlo, ma per riconoscerlo.
Continua a leggere…Berndnaut Smilde: l’uomo che inseguiva una nuvola
Brevi intrusioni del cielo in spazi che non gli appartengono, lasciando una traccia sottile, come un sogno che non si lascia afferrare.
Continua a leggere…Munch, Amore e Dolore: l’abbraccio che divora
Davanti a Amore e dolore, il rosso avvolge tutto. Un abbraccio che consola e distrugge, dove amore e dolore si fondono in un respiro sospeso tra desiderio e perdita, tra vita e memoria.
Continua a leggere…Il silenzio come linguaggio: esplorando l’arte di Gerald Moira
Ci sono opere che non si limitano a farsi guardare. Ti chiamano piano, come un sussurro nel silenzio. “The Silent Voice” di Gerald Moira è una di queste: non parla, ma ti ascolta.
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